Due bar sequestrati, beni mobili ed immobili per un valore stimato superiore al milione di euro. Arrestata Stefania Sparacio, 26 anni, figlia del noto boss Salvatore Sparacio e nipote dell’ex capomafia Luigi, quest’ultimo divenuto poi collaboratore di giustizia.

I Finanzieri del Comando di Messina hanno fatto scattare alle prime ore del mattino i le misure a seguito di articolate indagini. I locali sequestrati sono il bar del corso e l’antica locanda del corso

I provvedimento odierni sono conseguenti all’operazione Provinciale scattata nell’aprile del 2021 con la quale veniva disarticolata l’operatività criminale del gruppo facente capo a Salvatore Sparacio ed ai suoi membri storici. Il gruppo operava nel territorio del centro cittadino, presso il “Rione Ariella”, meglio conosciuto come “Fondo Pugliatti”.

In tale ambito, le indagini dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e degli specialisti della Guardia di Finanza peloritana avevano documentato come il gruppo mafioso investigato costituisse un importante riferimento cittadino per le scommesse illecite, tanto da spuntare commissioni del 40% sugli incassi delle scommesse, forte anche di consolidati rapporti con dirigenti maltesi del settore, rilevando, altresì, anche pericolose connessioni con esponenti della politica locale.

Che si trattasse di un importante clan mafioso, del resto, si acquisiva anche in occasione del funerale del padre di Salvatore Sparacio quando, ad aprile 2020, in pieno primo lockdown, destò scalpore la modalità per rendere omaggio al defunto, in violazione di tutte le norme anti Covid all’epoca vigenti.

L’odierno provvedimento di custodia cautelare interviene a conferma da parte del Tribunale del Riesame dell’esistenza ed autonoma operatività del clan mafioso facente capo proprio a Salvatore Sparacio, inizialmente ritenuto subordinato al clan di Giovanni Lo Duca. Le risultanze investigative riferiscono che tra i due gruppi c’era un “rapporto di non belligeranza…in forza del quale il referente di un gruppo criminale interviene nei momenti di difficoltà attraversati dal gruppo concorrente…”, Il gruppo di Salvatore Sparacio, secondo le quanto emerso, nelle elezioni del 2018, appoggiava candidati diversi da quelli sospenuto dal gruppo mafioso facente capo Lo Duca: gruppi mafiosi autonomi, dunque dotati di autonomo spessore e carisma criminale, come tali riconosciuti dalle altre consorterie e dalla comunità.

Le odierne misure sempre disposte dal competente G.I.P. del Tribunale di Messina, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia peloritana, vedono indagata e destinataria degli arresti domiciliari la figlia Stefania del boss per intestazione fittizia di realtà societarie, beni immobili ed autovetture, in realtà riferibili occultamente al padre.

Secondo ipotesi d’accusa, comunque basate su imputazioni provvisorie e che dovranno trovare conferma in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio, proprio al fine di eludere le disposizioni in materia di misure patrimoniali previste dal Codice Antimafia, ovvero di agevolare la commissione di altri delitti, quali ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, la donna avrebbe assunto fittiziamente la titolarità di tali attività commerciali, ubicate nel centralissimo Corso Cavour di Messina e note per essere meta preferita della movida giovanile. Nel corso delle indagini tecniche nel tempo effettuate è emerso, infatti, come il padre prendesse decisioni autonome, senza minimamente interpellare la figlia, solo formale titolare. Il provvedimento di sequestro oggi eseguito dalle Fiamme Gialle ha avuto ad oggetto, oltre ai due bar, anche una quota pari al 25% di una s.r.l.s., con sede a Messina ed operante del settore della consulenza pubblicitaria, n. 2 fabbricati pure siti a Messina, n. 1 autoveicolo e denaro contante pari ad € 15.000,00, il tutto per un valore complessivo di stima pari a 1,1 milioni di euro.