Il comune di Messina ricorrere contro la bocciatura dell’ordinanza che costituiva la banca dati, impugnando il provvedimento firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella su proposto al presidente della repubblica dal consiglio dei Ministri.

La polemica sulla gestione del traghettamento sullo Stretto di Messina durante l’emergenza sanitaria sembrava chiusa ed invece, adesso, a due mesi di distanza l’amministrazione comunale di Messina decide di aprire un nuovo fronte. Una delibera di giunta, proposta dall’assessore al Contenzioso Dafne Musolino, approvata 12 giugno dà mandato di impugnazione del “Decreto del Presidente della Repubblica del 9/04/2020.”

Un decreto che ha smontato l’idea della banca dati voluta dal sindaco De Luca come elemento fondamentale per il traghettamento tra la Sicilia e la Calabria. Un sistema di controllo che avrebbe dovuto offrire maggiore sicurezza di fronte alla possibilità della diffusione del contagio da coronavirus. Un’ordinanza, quella del primo cittadino, ritenuta incostituzionale, intervenendo in ambiti di competenza molto lontani da quelli di un sindaco. Ora Palazzo Zanca decide di riaprire la questione. Ed ha conferito l’incarico ai legali Angelo Clarizia e Carlo Taormina.
Perché la decisione di ricorrere contro il provvedimento a due mesi di distanza? La banca dati ha catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica per diverse settimane. Ed è divenuta motivo di scontro costante tra il sindaco De Luca e lo Stato, in particolare con il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.