MESSINA. Avviso di conclusione delle indagini preliminari sull’inchiesta dei bilanci comunali degli anni 2014, 2015 e 2016. Un procedimento aperto dalla magistratura tre anni fa, coordinato dal pubblico ministero Antonio Carchietti e che adesso ha portato alla notifica di 24 avvisi di garanzia tra ex amministratori, dirigenti, revisori dei conti e segretario generale/direttore generale del Comune di Messina.

Nel mirino degli inquirenti gli strumenti contabili adottati dall’amministrazione Accorinti. Ad insospettire la Procura che già si è occupata dei bilanci degli anni precedenti con un altro filone di inchiesta che ha portato alla condanna dell’ex sindaco Giuseppe Buzzanca e gli amministratori del tempo, sono stati i criteri adoperati per rispettare il patto di stabilità e l’iscrizione dei debiti fuori bilancio, il default delle partecipate ed il riflesso negativo sulla finanza di Palazzo Zanca, soprattutto attraverso l’iscrizione a bilancio di crediti inesigibili. A tutti viene contestato il falso ideologico in atto pubblico in concorso.

Nella lista l’ex sindaco di Messina Renato Accorinti, gli ex assessori Guido Signorino, Gaetano Cacciola, Eller Vainicher, Nina Santisi, Sergio De Cola, Daniele Ialacqua, Sebastiano Pino, Nino Mantineo, Patrizia Panarello, Filippo Cucinotta, i dirigenti del comune Antonio Cama, Salvatore De Francesco, Giovanni Bruno, Vincenzo Schiera, Riccardo Pagano, Maria Canale, Domenico Manna, Antonella Cutroneo e Calogero Ferlisi e gli ex revisori dei conti Dario Zaccone, Federico Basile e Giuseppe Zingales. A chiudere il lungo elenco è il nome del direttore generale all’epoca dei fatti contestati, Antonio Le Donne.