MESSINA. Confisca di beni a Pietro Nicola Mazzagatti, imprenditore di Santa Lucia del Mela, personaggio vicino “clan dei barcellonesi”. L’operazione eseguita questa mattina dalla Dia di Messina su disposizione della Procura. Mazzagatti, detenuto nel carcere di Viterbo in regime di 41 bis, è imprenditore radicato nel barcellonese che, forte della sua organicità nel sodalizio mafioso, è riuscito nel tempo ad acquisire il monopolio delle attività di ristorazione, di somministrazione di alimenti e di catering, nel territorio di Santa Lucia del Mela.

Una carriera criminale iniziata negli anni ’90. Ufficialmente titolare di un servizio di catering molto gettonato nella zona e portato avanti dalla moglie, che gestiva anche un negozio di articoli da regalo e bomboniere, il nome di Mazzagatti viene fuori per la prima volta dalle rivelazioni dell’ex boss di Terme Vigliatore, poi pentito, Giuseppe Chiofalo.

Nel 2000, finisce sotto sorveglianza speciale per i suoi rapporti con personaggi del calibro di Carmelo Vito Foti e Nunziato Siracusa. Anche il reggente del boss barcellonese Gullotti, insieme a  Cosimo Scardino, avrebbe stretti contatti proprio con Mazzagatti, ormai acclarato referente delle cosche nel suo territorio di residenza, cioè il paesino collinare di Santa Lucia del Mela.

Nel febbraio 2006 Mazzagatti viene arrestato e poi condannato per aver imposto il pizzo al commerciante di tappeti Tolujan, titolare del ristorante Villa Jhasmine, al quale impone di utilizzare la propria ditta di catering. La condanna, in quell’occasione, non riconosce l’associazione mafiosa ma l’aggravante di aver agito con metodi mafiosi.

Con la confisca disposta, il suo patrimonio, costituito da 4 imprese comprensive di capitale sociale e compendio aziendale, 14 immobili, 19 terreni, numerosi mezzi personali ed aziendali nonché vari rapporti finanziari, anche intestati a soggetti terzi individuati, stimato complessivamente in 32 milioni di euro, passa da oggi definitivamente nelle mani dello Stato.