Con riferimento al contenuto del comunicato delle organizzazioni sindacali dei Trasporti, relativamente ai casi Covid 19 presso ATM S.p.A., in considerazione della inusitata e spregiudicata gravità delle parole utilizzate, con riferimento in particolare alla frase: “Atm diventa un focolaio con l’aumento esponenziale di dipendenti contagiati“, il presidente del CdA Giuseppe Campagna, non senza manifestare preliminarmente il proprio stupore ed il risoluto disappunto per il lessico e per i toni particolarmente allarmanti e suggestivi utilizzati dai sindacalisti,  sottolinea: “Mentre in tutta Italia di norma la percentuale di soggetti contagiati rispetto ai tamponi effettuati è superiore al 10 %, in ATM tale percentuale è sostanzialmente al di sotto del 4%. Sin dalle prime avvisaglie di contagi all’interno dell’azienda – prosegue Campagna –, è stata immediatamente eseguita un’indagine sierologica per il tramite del medico competente su tutto il personale ed, all’esito, non sono emersi altri casi in più rispetto a quelli accertati nei primi giorni di novembre.

Più precisamente  – continua il Presidente di ATM –, si evidenzia che i soggetti contagiati dall’inizio della pandemia ad oggi sono complessivamente 23. Tra questi, 3 sono già rientrati in servizio e giovedì 3 dicembre, ne rientreranno altri 10.  Di tutti i soggetti contagiati, solo 5 cinque sono autisti. Negli ultimi giorni non è stato registrato alcun aumento dei contagiati tra i dipendenti tale da far scattare alcun provvedimento cautelare. E’ bene precisare, peraltro, che gran parte dei dipendenti ancora in quarantena, lo sono dal lontano 2 novembre e, ad oggi, non sono potuti rientrare in servizio solo a causa dei ritardi accumulati da ASP e USCA, nelle comunicazioni di guarigione e negatività al tampone finale. A fronte quindi di oltre 500 dipendenti, stiamo parlando di un numero davvero esiguo che, certamente, non può far parlare in modo così spropositato ed irresponsabile di focolaio e soprattutto di crescita esponenziale del contagio. Su 220 autisti, addirittura, solo 5 sono i contagiati.

Con una nota dello scorso 24 novembre ho provveduto personalmente – sottolinea Campagna – a sollecitare il Commissario per l’emergenza Covid 19 Carmelo Crisicelli, affinché vengano comunicati in tempi rapidi gli esiti dei tamponi, al fine di consentire il rientro in servizio dei dipendenti di ATM guariti dal virus, in vista della particolare importanza del servizio di Trasporto Pubblico Locale.

Poiché il lessico utilizzato non è mai ingenuo – continua Campagna – e far passare la notizia di un focolaio di contagi che cresce in modo esponenziale all’interno dell’Azienda, può generare nella collettività un ingiustificato allarme sociale che potrebbe anche portare i cittadini a farsi delle remore sull’utilizzo dei mezzi del servizio di trasporto cittadino, l’Azienda si riserva di procedere denunziare questi fatti all’Autorità Giudiziaria in sede penale, nei confronti delle organizzazioni sindacali per procurato allarme.

In merito, poi, alla denuncia allo SPRESAL, il Presidente Campagna evidenzia che le OOSS denunzianti partecipano ad ogni effetto di legge per il tramite dei loro rappresentanti in seno al stesso al Comitato tecnico Covid costituito formalmente dall’Azienda in data 07/07/2020. Lo stesso Comitato (e quindi i sindacati) sono nella piena conoscenza di tutte le misure adottate dell’Azienda sia avuto riguardo ad esempio al Documento di Valutazione dei Rischi, che è stato sottoscritto nella riunione tenutasi il 27/07/2020, in presenza, peraltro dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza anche delle sigle in indirizzo. Gli stessi sindacati sono perfettamente a conoscenza che a seguito del primo caso accertato di positività Covid-19, si è nuovamente riunito il Comitato Covid in data 23/10/2020. Sempre lo stesso Comitato Covid – prosegue Campagna – ha seguito ed è pienamente a conoscenza di tutte le attività poste in essere riguardo alle operazioni di sanificazione di mezzi e locali, nonché per ciò che attiene ai dispositivi di protezione individuale distribuiti al personale anche tenendo conto della potenziale esposizione al rischio dei singoli operatori. Proprio alla luce delle attività poste in essere dall’Azienda con riferimento ai rischi da Covid-19, appare assolutamente strumentale e capziosa la segnalazione allo SPRESAL, che, peraltro, già da tempo ha ricevuto da parte di ATM tutte le informazioni ed i dati che oggi reclamano i sindacati.

Quanto, poi, all’allarme ed allo stupore manifestato dai sindacati in merito alla cd privatizzazione, si evidenzia che i rappresentanti sindacali dovrebbero essere a conoscenza che le indicazioni dei governi nazionale e regionale di questi ultimi giorni sono tutte volte a far predisporre ad ogni latitudine un piano di implementazione delle corse da parte della aziende che esercitano il TPL, attraverso anche l’utilizzo a supporto degli operatori privati, nelle ipotesi in cui con la auspicata ripresa delle attività scolastiche e dovendo mantenere la capienza del 50% dei posti, dovesse essere necessario aumentare in modo consistente il numero delle corse e di autobus in servizio. Proprio di oggi è la notizia, poi, che il governo ha demandato ai Prefetti l’attuazione delle misure relative proprio all’uso dei mezzi di trasporto. A tal proposito, quindi,  – ribadisce Campagna – ed anche per essere pronta ad ogni eventualità, anche in esecuzione dell’Ordinanza del Sindaco De Luca proprio con riferimento al TPL, ATM ha diramato un avviso a manifestare interesse per eventuali future esigenze.

E’ giunto il momento che si prenda coscienza che questa classe sindacale, nei termini in cui oggi si spinge perfino al punto di creare panico e generare allarme tra i cittadini, pur di alimentare la contrapposizione politica all’Azienda, è assolutamente inadeguata – conclude Campagna -. E’ necessario a questo punto che le segreterie nazionali e regionali dei sindacati dei trasporti, dedichino particolare attenzione al “dossier Messina”, dove alcuni sindacalisti, al solo fine di garantire situazioni di privilegio e posizioni determinate nel tempo a seguito di fatti illeciti, tendono a forzare la mano nei confronti del management aziendale, con l’obiettivo anche malcelato e più volte espresso di effettuare assunzioni di personale in assoluto divieto di legge nel dispregio delle normative vigenti, conseguendo soltanto il risultato di alimentare aspettative di lavoro irrealizzabili.