Cateno De Luca si dimette. Non adesso, però, ma tra 20 giorni. Una storia già vista. La lettera è stata firmata e presentata al Consiglio comunale. Il primo cittadino lascerà Palazzo Zanca solo se non raggiungerà il suo obiettivo: la testa del direttore generale dell’Asp Paolo La Paglia. Una richiesta che è diventata un chiodo fisso. C’è di più. In cantiere una nuova ordinanza che introduce ulteriori misure restrittive alla zona rossa già dichiarata dal presidente della Regione Nello Musumeci. Tutto chiuso per i prossimi 15 giorni.

Un provvedimento che riprende quello ritirato martedì sera e che ha scatenato polemiche, portando lo stesso De Luca a meditare per l’ennesima volta le dimissioni. Il sindaco dimissionario, intanto, rimane saldo al suo posto ed ha fatto sapere che non rilascerà dichiarazioni alla stampa per i prossimi 20 giorni ma comunicherà dalla sua pagina Facebook. Ciò non ci stupisce affatto. Cateno lo ha dimostrato: è poco incline ad accettare il contraddittorio.

Ieri sera durante la lunga diretta ancora accuse e attacchi. Nel mirino l’ex deputato regionale Franco De Domenico, il sindacalista Michele Barresi, il capo della segretaria dell’assessore regionale alla Salute Ferdinando Croce, lo stesso assessore Razza ed il presidente della Regione Musumeci. Attacchi che per scelta non riportiamo per non dare ulteriore visibilità all’egocentrismo di un sindaco, che pensa di amministrare una città complessa come Messina, rispondendo ai post di chi lo critica ed esprime un’idea diversa dal Cateno pensiero.

La nostra città sta attraversando un periodo difficile. De Luca dice di fare sul serio. La sua non è tattica politica. Ma in riferimento alle dimissioni è poco credibile. Un copione già recitato in passato con il “Salva Messina” ed il “Cambio di passo”. Anche questa volta non lascerà la poltrona più alta di Palazzo Zanca. Messina merita di più. Se De Luca vuole amministrare la città, in virtù del mandato che le urne gli hanno conferito, lo faccia in modo serio, senza teatrini. Un modo di fare che ha stancato. Stacchi la spina da Facebook, rinunci ai likes e lavori per la comunità. Lo faccia per rispetto di tutta la città, anche di chi non lo ha votato e non scrive sulla sua pagina “bravo sindaco, lei è il migliore.”La realtà è cosa diversa da quella rappresentata su un profilo social.

Preoccupa il clima di tensione alimentato dalle parole del sindaco. Ne sappiamo qualcosa noi operatori dell’informazione che, puntualmente, finiamo nelle grinfie dei leoni da tastiera. E forse, a questo punto, anche un intervento da parte del Prefetto sarebbe auspicabile perchè richiami ciascuno alle proprie responsabilità manifestando il ruolo chiaro di uno Stato che è presente.