Un’associazione a delinquere dedita al traffico e allo spaccio stupefacente, con base a Milazzo ma operante nella fascia tirrenica del messinese, con ramificazioni a Roma, è stata smantellata nel corso di una operazione congiunta di Polizia di Stato e Guardia di Finanza. La droga, per sfuggire a controlli e sequestri, veniva consegnata addirittura con il sistema del porta a porta. I componenti della banda passavano presso le abitazioni dei singoli assuntori, alcuni dei quali già sottoposti alla misura degli arresti domiciliari per altri reati, per raccogliere le richieste e le somme necessarie per l’acquisto delle sostanze, per poi provvedere alla consegna a domicilio.

4 i soggetti finiti in carcere. 5 ai domiciliari e 2 con obbligo di dimora nel comune di residenza.

L’associazione, grazie ad un nutrito “portafoglio clienti”, oramai fidelizzato – tanto da avanzare richieste quasi quotidiane di droga, soprattutto cocaina e crack – era divenuta capillare su tutto il territorio.

Le indagini hanno documentato anche l’utilizzo di un linguaggio criptico convenzionale nelle conversazioni. Il termine “pizza” era per indicare le dosi di crack. Inoltre era stato adottato il sistema della frammentazione degli approvvigionamenti di droga in quantitativi minimi, così da ridurre i rischi ed i costi in ipotesi di eventuali sequestri. Giovanissimi ed incensurati i corrieri impiagati.

A capo dell’associazione un tunisino 37enne, residente a Torregrotta. Al suo fianco un articolato gruppo di pusher italiani, tutti dimoranti nella fascia tirrenica. Sul fronte delle rotte del traffico di droga, sono stati documentati plurimi acquisti sulla piazza messinese, da rodati gruppi criminali operanti nel capoluogo di provincia. Ma l’approvvigionamento avveniva anche a Roma

A conferma della caratura criminale dell’associazione è stato anche documentato l’ambizioso progetto criminoso di porre in essere un attentato contro la Caserma della Guardia di Finanza di Milazzo e far saltare gli automezzi di servizio con la benzina, giungendo  persino a ripromettersi di vendicarsi nei confronti di un Finanziere che li aveva controllati su strada.