E’ atteso entro pochi giorni, comunque entro il 2020, il finanziamento regionale da tre milioni di euro che sarà utilizzato per demolire le baracche lasciate dalle famiglie a cui sono stati consegnati gli appartamenti. Le risorse – comunica il presidente dell’Agenzia per il Risanamento Marcello Scurria – saranno utilizzate per le zone finalmente evacuate come via Macello Vecchio, via delle Mura, Annunziata, buona parte dell’area di Camaro.

Altri 3 milioni e mezzo di euro sono attesi, sempre dalla Regione, per l’acquisto di atri 43 appartamenti da assegnare agli aventi diritto e procedere sulla strada, ancora lunga, che dovrebbe portare all’eliminazione delle baracche di Messina.

Un percorso che finalmente fa segnare significativi passi in avanti: basti pensare che 30 famiglie di Fondo Fucile, dopo decenni di promesse, hanno avuto finalmente una casa. Non raggiunto l’obiettivo delle 47 consegne, tante quante previste dalla graduatoria A, ma anche in questo caso è stato il covid 19 a rallentare le procedure. Impossibile, mettere su un pullman 5 famiglie contemporaneamente, per mostrare loro le case per la scelta, anche per la presenza di diversi casi positivi registrati nella baraccopoli.  Si procederà dunque in maniera più prudente e lenta, ma l’iter non si fermerà.

Si è arenata invece a Roma la legge speciale per cancellare le baracche di Messina con un finanziamento ad hoc da due milioni e mezzo di euro. Ancora una volta una promessa non mantenuta. Per il Governo le migliaia di persone che vivono sotto tetti in eternit non sono un’emergenza nazionale.