FURNARI (ME). Un progetto di investimento finalizzato al “noleggio imbarcazioni con skipper o senza skipper, gite turistiche ed escursioni giornaliere”. Per questo progetto tre imprenditori attivi nel complesso turistico di Portorosa hanno ottenuto da Invitalia un finanziamento a fondo perduto di 135 mila euro.

Secondo le risultanze investigative della Guardia di Finanza, però, la società era solo uno strumento per intercettare le risorse economiche e, per ottenere il beneficio, sarebbero stati falsificati anche dei documenti. Per i tre imprenditori,di 38, 55 e 43 anni, è scattata l’interdizione dall’esercizio dell’attività di impresa e professionale, in qualsiasi forma, per la durata di un anno. Sequestrati beni per l’equivalente della somma che sarebbe stata ottenuta illecitamente.

Il provvedimento cautelare, è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, su richiesta della Procura della Repubblica della stessa città, in relazione a quello che viene definito “un grave e convergente quadro accusatorio, relativo all’individuazione di un articolato sistema di frode che ha indebitamente fruttato agli indagati la percezione di ingenti fondi pubblici”. Le Fiamme Gialle della Tenenza di Patti hanno focalizzato l’attenzione sul rinomato complesso turistico di Portorosa, sito nel punto più rientrante della baia tra il suggestivo golfo di Milazzo e di Tindari.

Nel dettaglio, le investigazioni di polizia economico – finanziaria, delegate dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, nella persone del Procuratore Capo Emanuele Crescenti e del Sostituto Veronica De Toni. E’ risultato come la società indagata fosse priva di qualsiasi struttura logistica e predisposta al solo fine di accedere alle linee di credito destinate a sostenere lo sviluppo di piccole attività imprenditoriali ad opera di disoccupati o persone in cerca della prima occupazione: agevolazioni finanziarie consistenti in contributi a fondo perduto e mutui a tasso agevolato, gestiti dalla società pubblica “Invitalia SpA” la quale, su mandato governativo, agisce al fine ultimo di accrescere lo sviluppo e la competitività del Paese.

Gli imprenditori che hanno avviato la pratica avrebbero anche falsificato l’autorizzazione di agibilità di un immobile, attraverso una lettera riproducente, illecitamente, il logo del Comune di Furnari (ME), falso anche il timbro di registrazione dell’Agenzia delle Entrate di Barcellona Pozzo di Gotto. Ad aggravare il quadro investigativo anche il fatto che le risorse illecitamente acquisite siano state utilizzate tra l’altro per acquistare imbarcazioni di diverse dimensioni, concesse poi in locazione ad altra impresa, in violazione degli obblighi scaturenti dai termini contrattuali convenuti con Invitalia Spa, ovvero svolgendo, in tal modo, un’attività commerciale diversa da quella ammessa dall’agevolazione. Per gli investigatori gli indagati hanno messo in piedi una frode facendo della società “un mero strumento per ottenere il finanziamento a fondo perduto”.