MESSINA. 47 famiglie fuori dalla baraccopoli di fondo Fucile entro il 2020. Dopo decenni di attesa è stata pubblicata la graduatoria definitiva, contrassegnata con la lettera A. E’ l’elenco dei nuclei familiari che, al ritmo di 15 a settimana, avranno i tanto desiderati appartamenti lasciando quegli alloggi di amianto e cemento a pochi metri dal viale Gazzi. Tra immobili reperiti sul mercato dall’Agenzia per il risanamento, progetti di auto-finanziamento e coinvolgimento nelle procedure di acquisto degli stessi interessati, l’operazione di sbaraccamento di Fondo Fucile può finalmente iniziare.

L’ambizione è quella di far uscire tutte le famiglie dalle baracche entro il 2020, ma si procede un passo alla volta. La graduatoria pubblicata riguarda le 47 famiglie che risultavano già nel censimento del 2002. Per le altre, subentrate dopo e comprese grazie alla nuova legge regionale, si attende la graduatoria contrassegnata dalla lettera B. La pubblicazione di quest’ultima, comunque, non dovrebbe tardare.

Soddisfatto il presidente dell’Agenzia per il risanamento Marcello Scurria che guarda allo sbaraccamento di Messina con fiducia, al di là della “legge speciale” che, ancora una volta, si è persa nei meandri burocratici della Camera dei deputati.

La baraccopoli di Fondo Fucile non sarà abbattuta nell’immediato dopo l’uscita dalle famiglie, ma ha comunque i mesi contati. Si procederà infatti a più appalti per eliminare tutte le baracche che rimarranno sul territorio dopo l’uscita dei nuclei familiari. Dopo tante promesse si avvicina per un centinaio di persone il sogno di entrate un una casa vera.