Ad altre tredici famiglie residenti nella baraccopoli di Fondo Fucile questa mattina sono stati consegnate, dall’Agenzia per il Risanamento, le tanto attese chiavi dei nuovi appartamenti. Nell’attesa di una legge speciale per Messina, che verosimilmente a Roma non verrà mai approvata, si procede passo dopo passo assegnando gli alloggi reperiti sul mercato agli aventi diritto dopo decenni di vita trascorsi tra amianto e cemento.

I tredici appartamenti consegnati nella tarda mattinata di oggi si aggiungono ai 12 già assegnati ad altre famiglie. 25 nuclei che si apprestano ad uscire dal’incubo dell’emergenza abitativa. Soddisfatto il presidente dell’Agenzia per il risanamento Marcello Scurria. Le famiglie che stanno ritirando le chiavi sono quelle della graduatoria A, 47 nuclei già presenti nei vecchi elenchi finalmente sbloccate.

A seguire, grazie alla nuova legge speciale approvata dalla Regione, si procederà anche con le famiglie subentrate più di recente abusivamente in alloggi lasciati da altri. Anche per loro la casa ci sarà. Dopo decenni di promesse si esce dunque dalle baracche di Fondo Fucile. L’obiettivo è abbattere prima possibile il vergonoso agglomerato di abitazioni di fortuna, simbolo si una Messina da cancellare.

Nelle prossime settimane altri sopralluoghi per altre famiglie per scegliere in ordine di graduatoria una nuova casa tra quelle disponibili.  Procedure ralentante anche dall’emegenza covid che impedisce di radunare su un unico pulman più di 5 famiglie. Ma dopo ritardi e promesse senza riscontro, finalmente segnali concreti per Fondo Fucile.