Nella giornata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Polizia di Stato ricorda il suo impegno costante e attivo nella lotta alla violenza di genere contro le donne.

Prosegue la campagna permanente promossa dalla Polizia di Stato “Questo non è amore” con l’obiettivo di dare un messaggio chiaro a quante sono vittime di violenza: “Non siete sole”.

Accanto alla tutela offerta dalla legge, occorre fornire prevenzione e informazione, strumenti indispensabili per un rinnovamento culturale e perché, chi è vittima di violenza, possa intercettare comportamenti violenti e intimidatori. Preziosa si è dimostrata la collaborazione dei Servizi Sociali, dei Centri Antiviolenza e dei Presidi Ospedalieri dislocati sul territorio che, con il loro operato, completano e sostengono costantemente l’attività degli operatori di polizia.

Quali sono i campanelli d’allarme? A chi si può chiedere aiuto? In che modo? Cosa accade dopo?

Dal lavoro di analisi espletato dalla Direzione Centrale Anticrimine, di cui si fornisce una brochure informativa, emerge la volontà delle donne a denunciare. Tanti i casi presi ad esempio di donne che ce l’hanno fatta. Aumenta la consapevolezza di essere vittime e di poter trovare una via d’uscita ma sono ancora tanti i casi di femminicidio che segnalano la presenza forte e tangibile del problema.

Nella provincia di Messina, nel periodo gennaio-settembre 2020, sono 184 i casi di atti persecutori emersi, 240 quelli di maltrattamenti contro familiari, 33 le violenze sessuali, 3 i femminicidi.

Una nuova importante iniziativa, finalizzata alla gestione delle richieste di aiuto delle vittime di violenza, in concomitanza con l’emergenza COVID-19 e nel periodo del lockdown, è stata l’implementazione della APP della Polizia di Stato YouPol, attraverso la quale i cittadini possono “chattare”, anche in modo anonimo, con le Sale Operative delle Questure per segnalare situazioni di disagio, trasmettere messaggi e immagini. Creata per contrastare il bullismo e lo spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, è stata aggiornata, nel mese di marzo 2020, prevedendo la possibilità di segnalare anche i reati di violenza domestica.