MESSINA. Tutto come previsto. Il prefetto di Messina Maria Carmela Librizzi ha bocciato l’ordinanza del sindaco Cateno De Luca contenente le norme per prevenire la diffusione dei contagi da Covid – 19. Il provvedimento firmato mercoledì sera sarebbe dovuto entrare in vigore delle 21 di oggi. L’intervento della Prefettura era stato anticipato nella mattinata di ieri dal Ministro degli Interni Luciana Lamorgese che aveva giudicato inefficace l’ordinanza. Il prefetto ha scritto al primo cittadino ed ha definito il provvedimento “in contrasto con le previsioni governative e senza fondamento e presupposto in una situazione di accertata e specifica gravità medico-sanitaria nel territorio comunale”.

Una presa di posizione che a De Luca non è andata tante da dire che il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri è acqua fresca rispetto a quel “coprifuoco” necessario che il sindaco intende adottare per evitare effetti emergenziali a Messina. La disposizione del governo si limitava a consigliare e raccomandare eventuali condotte, come restare a casa o segnalare di avere la febbre. Neanche l’ultimo Dcpm prevede di non circolare sul territorio, da qui non c’è l’obbligo di restare in casa. Pertanto, davanti all’aumento del contagio da Covid-19 – ha spiegato De Luca durante l’ennesima lunga diretta facebook –  si è ritenuto di introdurre, con l’ordinanza sindacale, l’espresso divieto di circolazione delle persone se non per i motivi previsti dal Dcpm e di sospendere le attività fino al 3 aprile, data già indicata da precedente decreto”.

Il primo cittadino dopo aver messo in evidenza quelle che, a suo parere sono lacune e contraddizioni del decreto del governo (apertura di negozi di informatica ed elettronica, ferramenta, materiale elettrico, profumerie, negozi di animali, materiali per ottica e fotografia che non rientrerebbero nella categoria dei beni di prima necessità), ha rincarato la dose. “Ho emanato l’ordinanza solo per dare chiare disposizioni utili a contenere la diffusione del virus e non certo per mettere in difficoltà le attività commerciali, molte delle quali avevano già deciso di chiudere.” Il sindaco si è rivolto ancora al Prefetto per chiedere ulteriori chiarimenti, ma la nota è abbastanza lineare, al fine di valutare se revocare o meno l’ordinanza.