Riceviamo e pubblichiamo integralmente comunicato del laboratorio politico Messinaccomuna che valuta fallimentari le politiche di gestione degli impianti sportivi e degli spettacoli a Messina. Chieste le dimissioni dell’assessore Giuseppe Scattareggia.

“Alla fine, per annuncio di Tiziano Ferro, siamo al “fatto compiuto”: grazie al modello di gestione di Scattareggia-De Luca, Messina è fuori dal circuito dei grandi eventi nazionali dello spettacolo. È il momento di chiarire le “precisazioni” dell’assessore, che col solito #cicuppacoorinti tenta di nascondere le sue inefficienze e male gestioni. L’assessore che tiene chiusi impianti nuovi di zecca, che mortifica Messina facendo presentare alla sua compagna feste paesane, che esclude dall’organizzazione di eventi chi gli sta antipatico, che ci cancella dai grandi eventi, che perde il ricorso con la Waterpolo, lancia ridicole accuse ai predecessori, mistifica, omette informazioni e si straccia le vesti per fatti amministrativi che …ha fatto lui stesso. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da stigmatizzare la gestione personalistica, familistica, amicale e “nemicale” del suo assessorato. E le menzogne che racconta nelle “precisazioni” dell’11 maggio.

Cominciamo: “Questa Amministrazione al momento del proprio insediamento ha dovuto prendere atto dello stato di assoluto abbandono e degrado di tutti gli impianti sportivi comunali”. Bella faccia tosta. Quando si è insediato ha ricevuto tre impianti appena rifatti (il “Santamaria” e due campi da tennis a Villa Dante), lavori avviati per la piscina di Villa Dante (con accordo per l’affidamento in gestione alla Federazione Nuoto), progetti già approvati e finanziati per la palestra e due campi da tennis a Mili e un progetto per spazi di attività sportiva nei quartieri. Altro che degrado e abbandono: impianti nuovi, lavori in corso e una programmazione esecutiva e finanziata per un totale di 2 milioni e mezzo, cui si aggiungono i finanziamenti del bando “Sport e periferie” del Coni con i 3 progetti Piscina Campagna, Palatracuzzi e campo Rugby di Sperone. I suoi risultati? In degrado il “Santamaria”, chiusi i campi da tennis, piscina di Villa Dante attiva grazie …ad Accorinti! In cambio, feste per le ciaramelle, pignolate e Carnevali alla messinese!

Poi parla di “rinnovo di anno in anno della concessione degli impianti alle stesse associazioni sportive”. Falso: le convenzioni erano preesistenti e di lunga durata. E non è che perché cambia il Sindaco i contratti si possono stracciare. La pensa così chi non ha senso delle istituzioni e considera la politica o la città “cosa sua” (e perde i ricorsi al TAR). Invece, ove possibile Accorinti ha puntato sulle Federazioni, che rappresentano e danno spazio a tutte le associazioni e non a quelle degli amici degli amici: le piscine “Campagna” e Villa Dante affidate alla federazione nuoto, il PalaMerlino alla federazione hockey e pattinaggio, la palestra Villa Dante alla federazione tennistavolo, la sala scherma Ritiro alla federazione provinciale di scherma; anche per i campi da tennis stavamo lavorando in questo senso. Infine, dove c’erano le condizioni e le dovute garanzie, si è proceduto con concessioni pluriennali con ottimi risultati (Campo Marullo di Bisconte e un grande progetto per il campo di Rugby di Sperone).

Scattareggia invece cita il “Salvamessina” e la formuletta dell’affidamento ai privati. Delibere e parole vuote. I fatti sono due anni di chiusura degli spazi ai cittadini; Villa Dante adesso chiude per il pranzo: dalle 13,00 alle 16,00. E alle 20,00 …tutti a casa (sic!). Sembrano solo mosse per anticipare il comportamento di privati che (ancora) non si sono visti. E intanto l’eredità della precedente Amministrazione, marcisce perché il mancato uso fa deperire gli impianti più della normale usura. Ricchezze della città piegate a progetti privati. È questa la politica dell’Amministrazione.

Sui proventi e sulle condizioni di uso del San Filippo, Scattareggia non dice che nel 2015 Messina è stata inserita nel circuito dei grandi eventi musicali estivi di livello nazionale. Non dice che, l’Amministrazione Accorinti, dopo amministrazioni che PAGAVANO 100.000 euro per far giocare a Messina la Juventus, ha affermato il principio che la città deve ricevere dagli eventi che ospita. E “dimentica” stranamente di citare i concerti di Vasco Rossi (2015 e 2018). Li avesse ricordati avrebbe dovuto aggiungere al conto circa 20.000 euro per il 2015 e circa 70.000 per il 2018. E questo perché, con la delibera n. 222 del 24.04.2018, la Giunta Accorinti aveva modificato le tariffe di concessione per i concerti allo Stadio, più che triplicando il vantaggio economico per il Comune e mantenendo Messina nel giro dei grandi eventi.

Quanto alle compensazioni (lavori fatti dal concessionario al posto del proprietario a scomputo del canone), queste hanno consentito di ottenere l’agibilità in tempi compatibili con l’evento. Il Comune non poteva sostenere le spese per le manutenzioni straordinarie di sua competenza che, anticipate dagli organizzatori, erano compensate sulle tariffe di concessione. Prima di spargere sospetti gratuiti e diffamatori sulla mancanza di verifiche, l’Assessore avrebbe dovuto controllare: avrebbe scoperto che i lavori dovevano essere preventivamente autorizzati dall’Ufficio tecnico del Comune che verificava ed approvava i computi metrici. Ma su questo punto Scattareggia va oltre il ridicolo: non dice che lui, per i “suoi” eventi del 2018 e 2019, ha adottato L’IDENTICA FORMULA. Ma come: fatto da Accorinti è uno scandalo e fatto da lui è cosa giusta?

Infine, malgrado le reiterate “precisazioni”, non esiste nessun divieto di esplicitare nel bando il vincolo all’uso della struttura per i concerti estivi. Anzi, la clausola valorizzerebbe il successivo contratto, visto che la presenza massiva di persone al di fuori della stagione calcistica sarebbe un elemento di pregio per gli eventuali spazi commerciali. Infatti chi ha manifestato interesse per la gestione del S. Filippo ha dichiarato che non ha nulla in contrario ai concerti. Perché, dunque, cancellare gli spettacoli per il 2021? Probabilmente per l’antica “ruggine” fra l’Amministrazione e i locali organizzatori degli eventi musicali, nota fin da quando le assenze e le inefficienze del Comune, nell’ottobre 2018, portarono alle partite giocate “a porte chiuse”. Il Sindaco, con la sua solita maleducazione, aveva parlato di “stadi usati come pisciatoi da alcuni organizzatori di spettacoli”, con tanto di nome, promettendo una specie di vendetta amministrativa. Così, per incompetenza o per ripicca, Messina perde un ritorno enorme, sia di immagine che di visibilità e di diretta economia, visto che i grandi eventi richiamano presenze in città, a beneficio del comparto turistico-alberghiero, della ristorazione, dell’intera città.

Nessuna bugia può coprire le manifeste inefficienze di Scattareggia: mortificare la qualità degli eventi cittadini, tener chiusi ai messinesi gli spazi appena costruiti con importanti investimenti pubblici da chi lo ha preceduto, escludere Messina dal circuito degli eventi nazionali (con gravissimo danno per la città), sembrano rispondere a una sola logica: gestire la cosa pubblica per affidarla ai privati, magari includendo gli amici ed escludendo i nemici.

L’opposto della trasparenza, della tutela dell’interesse pubblico, della valorizzazione della città, della promozione istituzionale dell’attività motoria, della salute dei cittadini e della partecipazione al circuito nazionale degli spettacoli.”