Una scelta che fa discutere, e non poco, quella di assegnare alla Lega l’assessorato ai beni culturali ed all’identità siciliana. Fatto sta che dopo lo sbarco in Sicilia, avvenuto ormai da tempo, il partito di Salvini approda adesso anche a Palazzo d’Orleans ed entra nella giunta regionale. Il partito, che per anni si è battuto per la difesa del nord invocando la secessione, si occuperà di cultura e, qui sta il paradosso, della diffusione dell’identità di quella terra spesso ferocemente criticata ed osteggiata. Nelle scorse ore è stato raggiunto l’accordo tra le forze di maggioranza. Tra le competenze dell’assessore assegnato ai leghisti anche la gestione delle soprintendenze provinciali e quella del Mare, i 14 parchi archeologici, i musei regionali e le biblioteche di Palermo, Catania e Messina.

Il via libera all’ingresso della Lega, come detto, è arrivato dopo un vertice di maggioranza. Presenti, oltre al governatore, anche Gianfranco Micciché per Forza Italia, Roberto Di Mauro per l’MPa, Saverio Romano per Cantiere popolare, Gino Ioppolo per Diventerà Bellissima, Decio Terrana per l’Udc, Salvo Pogliese per Fdi e l’ex sottosegretario Stefano Candiani per il partito di Salvini. Stilato anche un progamma per concludere i due anni di legislatura regionale. Nelle prossime ore sarà indicato il nome dell’assessore. In lizza anche il sindaco di Furci Siculo Matteo Francilia.