La parola lockdown non risulta ma in effetti per molte regioni italiane torneranno le chiusure come già avvenuto tra marzo e aprile.
Il nuovo Dpcm è stato firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. I provvedimenti entreranno in vigore domani. Un nuovo giro di vite alla luce dei numeri della pandemia con contagi in crescita. Ieri nel messinese i nuovi positivi accertati sono stati 80, 1048 in tutta la Sicilia. Slitta a venerdì l’entrata in vigore de provvedimento. L’Italia sarà divisa in tre aree: zone rosse (ad alto rischio), arancioni (intermedio) e gialle (sicure). A ogni colore corrispondono regole e divieti diversi. La Sicilia con ogni probabilità dovrebbe collocarsi in quella intermedia: l’arancione. Trattative in corso tra Governo e Regione.

L’inserimento nelle fasce avverrà con un’ordinanza del ministero della Salute. Il ministero verificherà settimanalmente la situazione ed emanerà ordinanze ogni 15 giorni. Le Regioni hanno chiesto che la valutazione del rischio epidemiologico venga fatta in collaborazione con i dipartimenti di prevenzione regionali. E il Governo ha promesso un “coinvolgimento”. La classificazione è però destinata a suscitare polemiche.

Per quando riguarda le regole, quelle su tutto il territorio nazionale sarà in vigore il coprifuoco alle ore 22. Autobus e mezzi di trasporto hanno una capienza del 50%.

La didattica a distanza è prevista per tutte le scuole superiori; alle scuole elementari e medie è prevista l’attività in presenza con mascherina.

I bar chiudono alle 18, sono chiusi cinema, mostre e musei, sono sospesi tutti i concorsi e nei fine settimana sono chiusi i centri commerciali.

Ma lo scenario per la Sicilia con l’inserimento nella zona arancione potrebbe cambiare con ulteriori chiusure.