Ancora una possibilità, l’ultima per Messina, di rimanere all’interno della Fondazione Taorte. Un mese di tempo per formalizzare un passaggio che secondo la posizione dell’Amministrazione comunale appare scontato, nonostante il parere contrario del Consiglio Comunale che si è espresso per ben due volte confermando il legame tra Palazzo Zanca e l’ente culturale. Intanto il commissario della Fondazione Bernardo Campo ha preso atto del disinteresse da parte del Comune.

La delibera che prevede “la fuoriuscita di Messina, compresa la Città Metropolitana della Fondazione Taormina Arte Sicilia” risale al 5 giugno ed è da considerare immediatamente operativa. La legge, però, concede 45 giorni per impugnare l’atto amministrativo. Ma appare difficile che il sindaco De Luca possa decidere di opporsi visto che dal momento del suo insediamento ha considerato inutile la presenza di Messina nella Fondazione. E lo dimostra anche l’atteggiamento adottato di recente. Alle due comunicazioni ricevute dal commissario Campo, a marzo ed aprile, da Palazzo Zanca non è giunto alcun riscontro. Il commissario, infatti, aveva chiesto a De Luca di rivalutare la posizione, anche alla luce della determinazione del consiglio comunale. Come detto nessuna risposta. L’iter per la fuoriuscita di Messina è stato avviato all’inizio del mese scorso.

La Città dello Stretto rinuncia a far parte dell’ente culturale in un momento nel quale le politiche culturali sembrano subire una battuta d’arresto. E cresce l’elenco dei comuni che sarebbero pronti a prendere il posto di Messina ed avviare una collaborazione con la Fondazione che si dice anche disposta a delocalizzare gli eventi pur che  le location sia adatte alle finalità istituzionali dell’ente.