L’incoerenza del sindaco di Messina Cateno De Luca è palese. I segretari di Cgil e Uil Giovanni Mastroeni e Ivan Tripodi, in merito alla nomina del dirttore generale del Coune di Messina, non fanno sconti. Il primo cittadino in campagna elettorale aveva dichiarato come questa figura fosse uno “spreco di danaro pubblico” che peraltro, palazzo Zanca non poteva permettersi e che andava eliminata. Oggi il sindaco nomina come direttore generale Federico Basile con contratto da 180 mila euro l’anno.

 “Nella rimodulazione del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale che il sindaco presentò al Consiglio comunale il 23 novembre 2018 – rocordano i segretari di Cgil e Uil – fra i punti presenti vi era quello che prevedeva un risparmio di 80mila euro annui dalla soppressione della figura del vecchio direttore generale. Oggi, così come è stato per le partecipate che dall’eliminazione ne sono state costituite altre, viene prevista di nuovo questa figura”. “Non si riesce a comprendere – concludono Mastroeni e Tripodi – il senso di atteggiamenti che da una parte screditano il mondo del lavoro per inefficienza e sperpero del denaro pubblico mentre dall’altra si assumono provvedimenti discutibili come questo”.

Isegretari sottolienano anche la recente polemica relativa all’efficienza della macchina amministrativa che ha visto protagonista il sindaco. “Qualche settimana fa il sindacato e i lavoratori del Comune di Messina sono stati pesantemente e pubblicamente attaccati dal sindaco di Messina De Luca su tutta la materia che attiene il funzionamento di Palazzo Zanca, smart working, efficienza dei servizi, produttività dei lavoratori sino all’accusa di istigazione a delinquere. “Oggi – dichiarano ancora Mastroeni e Tripodi – a proposito di utilizzo di denaro pubblico, lo stesso sindaco decide di utilizzare 188mila euro delle risorse della collettività per la nomina del direttore generale del Comune di Messina”.