L’ordinanza “anti babbiu” del sindaco De Luca continua a sollevare contestazioni. In città serpeggiano malumore, quello dei commercianti, e confusione, quella dei cittadini, alcuni dei quali convinti che alle 19 scatti il coprifuoco d dunque tutti a casa. Il divieto di uscire da casa, senza giustificato motivo, parte sempre alle 22. Intanto ieri, domenica l’asporto era consentito anche oltre le 19 perché in vigore c’era l’ordinanza regionale. Chiuse per tutta la settimana le scuole cittadine. De Luca convoca i dirigenti scolastici. Domani pomeriggio nel alone delle bandiere l’incontro per analizzare le criticità emerse alla luce dei dati raccolti dalla polizia municipale. Ed è balletto sui numeri del contagio.

Il primo cittadino attacca l’Asp. Che qualcosa all’azienda sanitaria provinciale non funzioni è chiaro a molti ma la scelta di sospendere le attività didattiche in presenza sembra frutto di valutazioni di pancia più che di una riflessione basata su dati scientifici. C’è poi il capitolo delle terapie intensive che De Luca ha aperto per portare avanti la sua personale battaglia contro l’Asp. Sarebbero 10 i posti letto disponibili a Messina tra Policlinico e Papardo. Anche per questo motivo il primo cittadino avrebbe emesso la nuova ordinanza con lo scopo di frenare il contagio.

Ma il provvedimento, come è stato ampiamente denunciato, rischia di produrre l’effetto tsunami su alcune attività economiche cittadine.