Le precisazioni del Movimento MessinAccomuna in relazione all’approvazione del nuovo piano regolatore del porto. Riceviamo e pubblichiamo:

Con un voto di esemplare chiarezza e ricco di positivi indirizzi per la tutela delle nostre vere ricchezze: paesaggio e storia prime tra tutte, il Comitato Regionale Urbanistico (CRU) ha approvato il piano regolatore del Porto. È un passaggio importante perché, anche se ormai il piano è vecchio e basato su elementi non più attuali, è comunque uno strumento più aggiornato del precedente che risaliva agli anni ’50.

A dispetto di quanto sbandierato dal Sindaco, il Patto per la Falce, pensato e realizzato dalla precedente Amministrazione e ovviamente disprezzato e sbeffeggiato dal Sindaco De Luca, è stato alla base del percorso che ha portato all’approvazione del PRP, basta leggere il voto del CRU per rendersene conto, il resto sono chiacchere. Senza il Patto non ci sarebbe il Piano: il Patto, infatti, ha risolto i problemi di competenza sulle aree che rendevano impossibile all’Autorità Portuale presentare il Piano. Il CRU, così come aveva fatto in precedenza la commissione di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) ha recepito pienamente il Patto della Falce, ne ha esplicitato e promosso i principi e li ha estesi alla rada San Francesco; anche in quell’area, infatti, sono state ridotte le volumetrie e assegnate precise prescrizioni per la tutela del paesaggio di cui tutti i cittadini potranno godere. Ha inoltre fatto chiarezza in un Piano che presentava più di un passaggio confuso. Il voto del CRU per i suoi contenuti rappresenta un passaggio importante in merito all’orientamento per la tutela e la valorizzazione dei territori.

Il PRP è stato approvato perché esiste il Patto e non per le ipotetiche azioni sbandierate (ma non spiegate) da De Luca. Gli atti ufficiali e non i post su FB, dicono che nell’ultimo anno L’Amministrazione per il PRP non ha fatto assolutamente nulla, anche perché non poteva fare nulla, visto che il Piano era in fase di valutazione da parte degli organi competenti e non poteva essere modificato. L’unico atto posto in essere è stata la partecipazione all’audizione presso il CRU, è questo un atto dovuto per norma per tutte le Amministrazioni che presentano un piano, disattenderlo sarebbe follia. Poi null’altro. Quindi, come già per il porto, la via Don Blasco, il Bisconte Cataratti, il risanamento edilizio e altro ancora, il lavoro fatto negli anni scorsi ha consentito ancora una volta al Sindaco e ai suoi assessori di mettersi le piume dal pavone. Non è una nostra opinione, lo dicono gli atti che possono essere letti da chi vuole approfondire non solo sui social.

In merito alle strane affermazioni sulle altezze degli edifici nella zona falcata, forse il Sindaco non sa che nel Piano originariamente erano previsti edifici di 20 piani cioè di 60 metri ed è stato il patto ad abbassare a 15 m; il CRU con il suo voto è andato oltre chiedendo di non superare le altezze della Real Cittadella che raramente supera i 6-7 metri. Esattamente l’opposto di quanto da lui riferito questa mattina in conferenza stampa.

Adesso si apre una fase importante in cui bisognerà vigilare affinchè le prescrizioni scritte con chiarezza esemplare nel voto del CRU siano rispettate dall’Autorità Portuale che, per quanto si legge, sembra che avesse ignorato le richieste di adeguamento al Patto della commissione VAS.

Il Patto della Falce. Abituato ai “patti dei cannoli”, De Luca lo chiama il “pacco” per la Falce. Per lui è così, visto che gli impedisce di realizzare il suo vero progetto: il “sacco” della Falce, perdendo la partita, malgrado il goffo tentativo di rassicurare, ancora una volta, le lobby degli speculatori! Comunque sia, al di là di patti, pacchi e sacchi, da cittadini che amiamo Messina, esprimiamo la nostra grande soddisfazione per il risultato storico dell’approvazione del PRP.