Farmaci che venivano prescritti  a persone decedute o inesistenti, così il titolare di una farmacia di Messina sud riusciva, con i suoi complici, ad ottenere dalla regione i rimborsi truffando l’Asp di Messina.

Sono sette le ordinanze di custodia cautelare eseguite questa mattina dalla Guardia di Finanza, dodici in tutto gli indagati.  Agli arresti domiciliari il farmacista Sergio Romeo 44 anni e un medico di base Ciro Liosi,  65 anni entrambi convenzionati con l’asp di Messina. Altri 5 medici di base risultano coinvolti nella truffa. Per loro disposta la sospensione di un anno dalla professione. Per 7 degli indagati sono scattati anche sequestri per un importo di circa 50 mila euro.

L’indagine, diretta dalla Procura di Messina è nata da una denuncia, presentata proprio dall’ASP di Messina, per segnalare presunte irregolarità nell’emissione di prescrizioni mediche (lecosiddette ricette “rosse”). Si segnalava come le prescrizioni mediche, ritenute “anomale”, venissero utilizzate principalmente per acquisti effettuati quasi esclusivamente presso un’unica Farmacia territoriale dell’ASP di Messina, la farmacia Romeo di VIllaggio Aldisio. Le risultanze hanno evidenziato l’esistenza di una collaudata associazione a delinquere, composta dal titolare della farmacia, da due dipendenti della stessa, dalla madre del farmacista e da un medico di base dell’ASP di Messina, finalizzata alla commissione di truffe per il conseguimento di indebite erogazioni pubbliche, allo stato quantificate in circa €.140.000.

La farmacia, negli ultimi anni aveva aumentato notevolmente le sue vendite. Nel 2015 ammontavano a 827 mila euro, due anni dopo erano pari ad 1 milione e mezzo di euro. Tutto grazie ad una vera e propria catena di produzione di false prescrizioni mediche, mediante il continuo approvvigionamento di ricette “rosse”, sulle quali apporre le fustelle, provenienti da farmaci scaduti o venduti a clienti privi di esenzione ticket.

Successivamente, si passava alla meticolosa preparazione di una contabilità amministrativa apparentemente regolare, finalizzata alla riscossione dei rimborsi chiesti mensilmente e successivamente liquidati dall’Azienda Sanitaria Provinciale. Così come è emerso dalle indagini, le prescrizioni sulle ricette rosse hanno riguardato, prevalentemente, farmaci costosi, fino a 587,02 a prescrizione, trattandosi di medicine normalmente prescritti in caso di trapianto patologie importanti. Grave il danno economico causato al bilancio regionale e nazionale e dunque alla collettività. Soldi rubati a tutti i cittadini.