MESSINA. L’appuntamento per le sei famiglie, che domani sceglieranno finalmente la loro nuova casa, è per domani mattina a Camaro, dove ci sono ancora le macerie delle baracche abbandonate, simbolo di una Messina da dimenticare. Qui si sta finalmente per completare il percorso di risanamento. Gli ultimi nuclei familiari, che hanno vissuto per decenni nel degrado, saliranno sul pulman messo a disposizione dall’Agenzia per il Rrisanamento per visionare gli appartamenti e decidere dove abitare. Ancora passi in avanti per l’eliminazione delle baracche di Messina, progressi che per il presidente dell’agenzia per il risanamento Marcello Scurria non solo piccoli, ma facenti parte di un cronoprogramma che finalmente procede. E ieri sul fronte del risanamento si è registrato un altro evento che nel contesto della città dello Stretto si potrebbe definire storico.

Consegnate le chiavi della nuova casa e dieci famiglie residenti nella più grande baraccopoli della città Fondo Fucile che ne comprende più di 100. Il percorso che dovrebbe portare all’eliminazione del più vergognoso simbolo del degrado citadino è stato ufficialmente avviato. Si continuerà venerdì con altre sei famiglie che andranno a visionare le case per le scelte. Le persone che hanno ricevuto le chiavi hanno 40 giorni di tempo per le operazioni di trasloco e allaccio delle nuove utenze. Le baracche lasciate libere saranno abbattute dopo le operazioni di sgombero affidando il lavoro a ditte individuate con gare d’appalto. Si procede dunque, mentre la cosiddetta legge speciale per Messina per finanziare tutto lo sbaraccamento da effettuarsi con procedure strarosinaria anche questa volta si è rivelato un vuoto annuncio.