Domani il sindaco Cateno De Luca tornerà nelle aule giudiziarie. Salvo ulteriori rinvii sarà il giorno della sentenza d’Appello del processo  sul cosiddetto “sacco di Fiumedinisi”. Il primo cittadino di Messina è accusato di aver stravolto tra il 2004-2010, quando era sindaco di Fiumedinisi, lo strumento urbanistico del piccolo comune per favorire le imprese edilizie di famiglia.

Al centro della vicenda la realizzazione di un albergo, la cui costruzione venne bloccata dai sigilli, successivamente rimossi.

De Luca in primo grado nel marzo del 2018, tra assoluzioni e prescrizioni per i diversi capi di imputazione, uscì totalmente vincitore da Palazzo Piacentini. L’accusa avesse chiesto 4 anni e 4 mesi di reclusione. Il ricorso in appello però costringerà domani il sindaco di Messina a presentarsi nuovamente, con il suo difensore l’avvocato Carlo Taormina, al Tribunale.

Un’attesa quella della sentenza di secondo grado che De Luca sta vivendo in silenzio da giorni. Niente video sui social, ed anche al Comune la sua presenza fisica è sporadica.

Segnali forse di una certa preoccupazione da parte del sindaco che non rischierebbe la decadenza visto che, in primo grado, l’ipotesi di reato di tentata concussione è stata cassata dai giudici.

Tuttavia l’Appello potrebbe riservare anche dei colpi di scena. Intanto “si riparte” dalle assoluzioni e dalle prescrizioni di primo grado.