Messina è zona gialla ma non per le scuole. Insiste Cateno De Luca. I plessi cittadini restano chiusi fino al 5 dicembre. Soltanto nella tarda serata di ieri è arrivata l’ordinanza che proroga il provvedimento, lasciando in sospeso per tutta la domenica insegnanti e intere famiglie. Il sindaco ha anche disposto lo screening sanitario sulla popolazione scolastica. Tamponi che saranno eseguiti su base volontaria. Dunque su quali dati saranno fatte le prossime valutazioni. Prosegue lo scontro con l’Asp che certamente non sta brillano per efficienza nella gestione dell’emergenza. De Luca mantiene la posizione della chiusura forte anche dell’intervento del Tribunale Amministrativo di Catania che ha respinto il ricorso presentato dall’avvocato Santi Delia contro l’ordinanza del primo cittadino. Lo stesso Tar che invece a Paternò ha disposto la riapertura contro il provvedimento del sindaco.


“La situazione – evidenzia l’avvocato Delia – secondo i dati del Provveditorato di Messina è tutt’altro che allarmante essendo ben al di sotto (con un massimo di 0,34% di casi per le scuole medie) di tutte le grandi città Italiane. Tutte, nessuna esclusa. Stupisce ancora di più allora, a fronte di tali dati, che Messina sia l’unica grande città dove ancora oggi che siamo in zona gialla, la protezione del bene salute valga solo per l’attività didattica in presenza e non per tutte le altre ordinarie attività che sono consentite. E’ solo con amarezza, allora, che non si può che constatare come a Villafranca, Roccalumera o Barcellona tutti gli altri bambini continuano ad andare a scuola mentre a Messina, no.”
Tutto ciò continua a generare confusione. Sull’argomento è intervenuto anche l’assessore regionale all’istruzione Lagalla.
“I sndaci sono chiamati a subordinare eventuali provvedimenti di chiusura delle scuole al preventivo parere tecnico-sanitario del competente Dipartimento di prevenzione dell’Asp”. Queste le parole del rappresentante del governo Musumeci. Lagalla ha ribadito la validità della circolare interassessoriale, firmata congiuntamente con l’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza, secondo la quale, nel rispetto del Dpcm, i sindaci sono chiamati a subordinare eventuali provvedimenti di chiusura al preventivo parere tecnico-sanitario del competente Dipartimento di prevenzione dell’Asp. Cosa che a Messina non sta avvenendo.