Un provvedimento di sequestro emesso dal tribunale di Messina è stato eseguito questa mattina dagli uomini della Direzione Investigativa Antimafia nei confronti di due immobili nella disponibilità di Paolo ALOISIO, già condannato nell’operazione “Totem” quale affiliato all’associazione mafiosa “Clan Giostra”, capeggiato da Luigi TIBIA, storicamente radicata nella zona nord della città. La misura scaturisce da un’articolata indagine economico finanziaria svolta dagli operatori della DIA, coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina, culminata nella proposta di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale a firma congiunta del Direttore della DIA e del Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, Maurizio DE LUCIA, coadiuvato dal Procuratore Aggiunto Vito DI GIORGIO.

Dalle indagini è emerso il ruolo di ALOISIO quale persona di fiducia del capo clan, tanto da essere incaricato dalla stessa organizzazione criminale alla detenzione e custodia delle armi da fuoco. Tra i fatti contestati ad ALOISIO si annovera anche il suo coinvolgimento in un episodio estorsivo nei confronti di un imprenditore che era stato minacciato al fine di non partecipare alle procedure per l’affidamento di una struttura turistico-balneare in località Mortelle sulla quale il clan aveva indirizzato i propri interessi. A riprova della stretta affiliazione del proposto negli affari dell’associazione mafiosa il 16 aprile scorso il Tribunale di Messina aveva condannato ALOISIO alla pena di anni 19 di reclusione.

L’inchiesta condotta dagli investigatori della DIA ha permesso, inoltre, di evidenziare l’evidente sperequazione tra i redditi dichiarati e il patrimonio accumulato da ALOISIO, oggetto dell’odierno sequestro, da ritenersi frutto o reimpiego dei proventi di attività illecite.