Niente registrazione sul web per chi ha necessità di attraversare lo Stretto di Messina. L’ordinanza numero 105 del sindaco Cateno De Luca, con il suo sistema di prenotazione per i viaggiatori chiamato “si passa a condizione”, è stata sonoramente bocciata dal Consiglio di Stato.

L’ordinanza del sindaco di Messina non solo è stata giudicata in contrasto con i decreti della Presidenza del Consiglio sull’emergenza Coronavirus, ma anche discriminatoria nei confronti di chi viaggia e potrebbe essere assoggettato a diversi trattamenti. Inoltre gli effetti di quanto disposta dal primo cittadino di Messina si estendono ben oltre il suo territorio di competenza. A chiedere il parere del Consiglio di Stato sull’ordinanza De Luca è stato il Ministero dell’Interno. Proprio quel Ministero che De Luca aveva mandato a quel paese procurandosi una denuncia per vilipendio alle Istituzioni.

Ed ecco alcuni dei punti contestati al sindaco:

Al capoverso 6.1, ad esempio, si specifica che che è del tutto inconfigurabile, un potere del Sindaco di un Comune di dettare norme che possano trovare applicazione ed avere efficacia obbligante al di fuori del perimetro della propria circoscrizione territoriale.

Al capoverso 6.4 si evidenzia poi come l’ordinanza in questione, nella parte in cui introduce, senza alcuna base di legge, un potere comunale di previa autorizzazione all’ingresso e al transito sul territorio comunale  si pone in contrasto diretto ed evidente con la libertà personale e la libertà di circolazione sancita dalla Costituzione

Al punto 7.1 si spiega poi come l’ordinanza sindacale in questione violi la disciplina di derivazione comunitaria in materia di protezione di dati personali

Insomma per queste e molte altre ragione evidenziate, il Ministero può annullare l’ordinanza del sindaco di Messina. Saranno le Forze dell’Ordine secondo procedure ordinarie a controllare e vigilare.