MESSINA. 6 anni e 6 mesi di reclusione per l’ex presidente del consiglio di Messina Emillia Barrile. Queste le richieste formulate dall’accusa alla fine del processo Terzo Livello. L’inchiesta che ha generato un vero e proprio terremoto politico ad appena un mese dalle elezioni amministrative. Il PM Fabrizio Monaco ha chiesto al Tribunale condanne per tutti gli imputati. 1 anno e 8 mesi per l’ex presidente Amam Leonardo Termini, 2 anni per l’ex direttore generale di ATM Daniele De Almagro. Condanne pure per l’allora dirigente comunale di Milazzo Francesco Clemente (2 anni e 10 mesi) e il costruttore Vincenzo Pergolizzi. Coinvolti nell’inchiesta anche gli imprenditori Angelo e Giuseppe Pernicone, (entrambi a 2 anni) di Santa Lucia sopra Contesse, già sotto l’attenzione della magistratura per un’altra inchiesta: Matassa.

Le arringhe difensive sono fissate per i prossimi giorni, fino a sabato. Un calendario fitto, quindi, che se sarà rispettato porterà alla sentenza entro fine mese.

Amam, Atm e Comune di Messina sono parti civili, assistiti dall’avvocato Giovanni Mannuccia

Sul banco degli imputati al processo sono passati quasi tutti i componenti della Giunta Accorinti. L’amministrazione di quel periodo è stata chiamata a testimoniare i rapporti con l’ex presidente del civico consesso, ai domiciliari dallo scorso anno. Dall’indagine della Dia è emersa la figura della Barrile ed il suo potere tale da influenzare la macchina amministrativa. Pesanti le accuse nei confronti dell’ex candidato a sindaco e fedelissima di Francantonio Genovese. La Barrile è ritenuta al vertice di un sistema clientelare nel quale l’interesse pubblico sarebbe stato piegato agli interessi privati.
Dagli affidamenti Amam alle cooperative a lei vicine alle assunzioni all’Atm, passando per le pressioni sugli uffici per sbloccare pratiche agli “amici”.