“Eccolo, lo sceriffo che si produce nei blitz contro pericolosissimi terroristi mascherati da lavavetri che cingono d’assedio Messina, e che però alza bandiera bianca verso gli innocenti TIR che imperversano in città!”. Inizia così il post di MessinaAccomuna, il movimento che raduna anche gli ex amministratori dell’era Accorinti, nel quale si attacca l’attuale sindaco Cateno De Luca.

Il primo cittadino sarebbe autore di interventi ad “effetto” che non risolvono però i problemi reali. Di seguito il testo pubblicato si Fb:

Secondo il Sindaco la sicurezza dei messinesi non ha niente a che vedere con il rischio di incidenti mortali, con l’inquinamento atmosferico e acustico o, più in generale, con la difesa degli interessi comuni dalle mani dei “poteri forti” sulla città. Per De Luca le ordinanze anti-TIR, contestate dai traghettatori, ma legittime per il CGA (e tuttora vigenti) non meritano applicazione. Il Sindaco se la prende con le pericolosissime spugnette dei lavavetri, ma getta la spugna sui TIR e cestina la tutela della salute e della vita della terza città d’Italia per traffico (perfino peggio di Londra!).
Così capita che in agosto Caronte, a Rada S. Francesco, inframmezza le navi passeggeri con zattere “a esclusivo servizio commerciale”, cioè riservate ai TIR; pedoni e automobili devono aspettare le altre (dove, immancabilmente e inspiegabilmente, è invece concesso ai TIR di salire). Cercasi gruppo consiliare che, a tutela della città, si attivi con una opportuna interrogazione. 
Quelli che c’erano prima di lui avevano fermato i TIR, non chi puliva loro i vetri, e avevano trovato le risorse, lottato contro le resistenze della Regione, affidato i lavori per realizzare il porto a Tremestieri, per liberare la Rada S. Francesco e la città da una servitù di passaggio nazionale, in una visione di città che elimina i traghetti da quel sito, recuperandolo alla bellezza e alla fruizione. Invece, questo Sindaco si proclama in guerra coi “poteri forti”, ma guarda caso, si allea col partito di Genovese e Miccichè, spartisce il sottogoverno coi fedelissimi di Buzzanca, D’Alia, Ardizzone, Picciolo, ottiene il placet del Consiglio alle sue delibere coi voti determinanti degli esponenti di Navarra (accanto a un PD che tace). Poi, però, il Sindaco sbraita e si riprende mentre caccia i lavavetri dai semafori, salvo diventare una mammoletta di fronte all’insulto quotidiano dei TIR in centro città. 
Perché questo è per lui il decoro urbano: nascondere la povertà, sfregiando il decoro umano dei lavavetri, anzichè garantire l’incolumità dei cittadini e la vivibilità della città. Forte coi deboli, debole (o complice?) coi forti