Il 31 marzo, data indicata per la cessazione delle attività di Atm azienda speciale si avvicina e non si placano le polemiche. Prosegue lo scontro a distanza tra i commissari liquidatori e Gaetano Sciacca, responsabile del Centro per l’Impiego che si è rivolto all’avvocatura dello Stato ed intanto ha chiesto la sospensione di trenta giorni delle procedure di licenziamento avviate dall’azienda trasporti. Una decisione che i liquidatori definiscono illegittima tanto da comportare un grave pregiudizio all’Azienda, che non avrebbe la possibilità di procedere ai licenziamenti decorsi infruttuosamente i termini di legge.

I commissari Piero Picciolo, Fabrizio Gemelli e Roberto Aquila hanno affidato la loro posizione ad una nota che è stata inviata al Centro per l’impiego, al sindaco, al vice sindaco, all’Astra e ai sindacati.

Atm – fanno sapere i liquidatori – non riterrà valida ed efficace la sospensione disposta dal Dirigente Sciacca e, conseguentemente, alla scadenza dei trenta giorni stabiliti dalle legge (cioè domani), in mancanza di raggiungimento di un accordo, procederà come per legge.

I Commissari ricordano che in occasione dell’incontro tenutosi il 13 febbraio scorso, a seguito delle perplessità manifestate da alcune sigle sindacali, avevano rappresentato (sebbene non risulta dalla sintesi a verbale) di non essere dimissionari, di essere i legali rappresentanti della Azienda Atm in Liquidazione e, conseguentemente, di essere legittimati a porre in essere la procedura di liquidazione, che, peraltro, si rendeva obbligatoria per il termine stabilito fino al 31 marzo 2020 per la gestione provvisoria del servizio di Tpl e servizi connessi. Insomma si va avanti per la strada tracciata e nonostante l’azione unilaterale intrapresa da Sciacca i vertici dell’azienda trasporti ribadiscono comunque la loro disponibilità a riprendere un confronto che porti a chiudere le procedure previste nei tempi stabiliti.