Misura cautelare nei confronti di una donna, ritenuta responsabile dei reati di usura, estorsione e furto aggravati. Il provvedimento eseguito dalla questura è frutto delle indagini condotte dalla Squadra Mobile su una complessa vicenda che ha visto un’impiegata in difficoltà economiche rimanere costretta dal giogo usuraio gestito dall’indagata.

Indagini scattate da una denuncia presentata ad aprile dello scorso anno. La vittima ha raccontato di essersi rivolta ad una sua amica, Angela Santapaola, per ottenere un prestito iniziale di Euro 1.500.

Inoltre, tra i mesi di dicembre 2019 e gennaio 2020, quest’ultima concedeva in prestito alla vittima altri 2400,00 Euro per un importo complessivo, quindi, di Euro 3.900.

A fronte delle somme prestate, l’indagata si faceva promettere e poi dare la somma di Euro 7731,00 applicando, quindi, un tasso di interesse, da ritenersi usurario, stimabile attorno al 90% annuo.

Al fine di conseguire gli illeciti vantaggi la strozzina poneva in essere altre gravi condotte nei confronti della vittima, consistenti in vere e proprie azioni estorsive. Addirittura la minaccia, qualora la vittima non fosse riuscita a restituire il prestito, di avvisarla quest’ultima non avesse restituito quanto alla prostituzione o ad attività di spaccio di stupefacenti o, ancora, nella più grave delle ipotesi prospettatele, sia lei che il figlio, avrebbero rischiato di essere ammazzati.

La vittima, esasperata, si è rivolta agli investigatori della Sezione Reati contro il patrimonio della Squadra Mobile che hanno attivato le indagini. Così nei confronti della donna è scattata la misura della custodia cautelare in carcere e il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di somme presenti su conti correnti riconducibili alla stessa, fino al raggiungimento dell’importo di Euro 6.831.00.